Elezioni, Roberti: «Il Pd ha dato via ai soliti giochi di potere in vista del 2016»

Trieste, 16 giugno 2015

«Il Pd si sveglia dal torpore e inizia a riflettere sulle candidature per il 2016, con la barra sempre orientata agli interessi di partito e non a quelli della gente.» Duro commento del segretario provinciale della Lega Nord e candidato sindaco Pierpaolo Roberti alla notizia di un possibile accantonamento di Cosolini e Pedrotti da parte del Partito Democratico, alla ricerca di nuovi volti per le amministrative del prossimo anno.Un dibattito per nulla appassionante –spiega il candidato- che non tiene, neanche a dirlo, in considerazione le esigenze dei cittadini e che non si basa dunque sui programmi ma solo sulla selezione delle persone più idonee a portare a casa voti utili a gestire più a lungo il potere.Prendo atto dello stato di confusione in cui versa la sinistra e del fatto che, per il peggior sindaco della storia di Trieste, il Pd abbia il serbo un possibile posto a Roma nel caso in cui alla carica di sindaco dovesse concorrere qualcun altro.Ma le responsabilità –chiosa Roberti- non solo del primo cittadino uscente bensì di tutta l’attuale maggioranza e, purtroppo, di quella non riusciremo a liberarci tanto facilmente, nemmeno in caso di vittoria nel 2016.Mentre il Pd costruisce nuove strategie per far fronte alla diaspora di voti subita nelle ultime settimane, la Lega continua a testa bassa il proprio percorso a contatto con la gente: solo attraverso il dialogo quotidiano –conclude Roberti- si potrà infatti presentare un’alternativa seria e credibile all’attuale amministrazione.

 
Sicurezza, Roberti: «La sinistra ha creato terreno fertile per scontri tra bande in pieno centro»

Trieste, 16 giugno 2015

«La sicurezza a Trieste non è che un bel ricordo di un lontano passato.» Il segretario provinciale della Lega Nord e candidato sindaco Pierpaolo Roberti commenta così la rissa in pieno giorno che ha coinvolto ieri, nella zona di via Ginnastica, decine di persone armate di catene e bastoni.Immagini dure –insiste Roberti- che hanno fatto il giro della rete in pochissime ore, e che fanno riflettere sullo stato di abbandono in cui il sindaco uscente e la sua amministrazione hanno lasciato la città, creando terreno fertile per regolamenti di conti fra bande alla luce del sole e in pieno centro. Ci sono pertanto delle responsabilità politiche precise per un fatto che a Trieste certamente non può essere classificato come ordinario, ed esse fanno interamente capo a una Giunta incapace di sorvegliare il territorio e tutelare nella benché minima misura la sicurezza dei cittadini ma per contro sempre pronta ad alzare la voce per questioni marginali quali i matrimoni omosessuali. Per fortuna –conclude Roberti- nessuna mamma con bambino è transitata in quella zona nel momento della rissa e non si sono registrati feriti al di fuori delle bande direttamente coinvolte nella colluttazione.Quel che è certo è che, con la Lega al governo, episodi simili non si ripeteranno e che l’intera città sarà adeguatamente tenuta sotto controllo -anche attraverso l'armamento della polizia locale- dalle stesse forze dell’ordine oggi costrette, per volontà della sinistra, a subire in silenzio politiche volte a minare l’ordine sociale e la tranquillità dei triestini.

 
Immigrazione, Roberti: «Dimissioni immediate di Famulari»

Trieste, 10 giugno 2015

«Il fallimento del “modello Trieste” impone una rapida presa d’atto da parte dell’assessore (in)competente e le sue immediate dimissioni.»Il segretario provinciale della Lega Nord e candidato sindaco Pierpaolo Roberti torna alla carica sul tema dell’immigrazione, chiedendo nuovamente la testa di Laura Famulari. A fine gennaio infatti –spiega Roberti- l’assessore dichiarò che il limite massimo di immigrati che avrebbero potuto essere assorbiti in città sarebbe stato di 400 unità: oggi invece scopriamo che la cifra è raddoppiata e che 87 di questi non hanno nemmeno un tetto sotto cui dormire.I fatti parlano chiaro: fallito il modello Trieste, voluto dal Partito Democratico e basato sull’accoglienza diffusa, il sindaco uscente e i suoi uomini continuano a riempire la città di clandestini pur di garantire lavoro a cooperative e associazioni amiche. È curioso –insiste il candidato sindaco- constatare l’antirazzismo di una sinistra militante che si riempie la bocca di buone intenzioni e fratellanza, salvo poi costringere decine di esseri umani a dormire tra i cartoni davanti al Silos. Sperare che i numeri ufficiali diminuiscano, in assenza di adeguate politiche di respingimento, implica auspicare la fuga degli attuali ospiti dai centri di accoglienza. Trieste non può più pagare il prezzo degli errori di questa Giunta incapace: Famulari –conclude Roberti- rassegni pertanto le proprie dimissioni e non costringa i cittadini a subirla per gli ulteriori dieci mesi di vita che rimangono all’amministrazione uscente.

 
Roberti: «Clandestini alla Sacra Osteria? Scelta sconsiderata»

Trieste, 21 gennaio 2015

Il candidato sindaco Pierpaolo Roberti interviene nuovamente sul tema dell’accoglienza a Trieste e attacca il Comune per la decisione di destinare ulteriori strutture agli immigrati. Apprendo che il sindaco sta valutando l’ipotesi di spostare i clandestini ospiti nell’ex palestra di via Locchi nei locali della fu Sacra Osteria in Campo Marzio: una soluzione che da un lato non mi stupisce, vista la consuetudine di questa amministrazione di creare sempre nuovi problemi ai triestini, e dall’altro invece mi lascia basito per la sua totale assurdità. Mi pare che il sindaco uscente, nonostante gli allarmi che più volte abbiamo lanciato, sia l’unico a non accorgersi che i triestini non ce la fanno più a reggere il continuo afflusso di immigrati. Estendere peraltro i centri destinati ai clandestini a un numero crescente di aree della città sarebbe un grave errore sia per le ricadute che potrebbero verificarsi in fatto di sicurezza che per le note tematiche relative alla salute pubblica, senza considerare le ripercussioni sul mercato immobiliare. Mi chiedo –conclude Roberti- se il Comune non avrebbe fatto meglio ad abbattere il canone di locazione per favorire l’insediamento di una nuova attività di servizi che potesse dare lavoro ai triestini anziché regalarla agli immigrati.

 
Elezioni, Roberti: «Ballottaggi segnale di rinascita del centrodestra»
Trieste, 15 giugno 2015

«Gli ottimi risultati del primo turno hanno ridato fiducia all’elettorato di centrodestra, creando così i presupposti per la cavalcata vincente di ieri.» Il segretario provinciale della Lega Nord e candidato sindaco Pierpaolo Roberti commenta con queste parole i risultati dei ballottaggi, che hanno visto prevalere il centrodestra in numerose roccaforti della sinistra, su tutte Venezia.Dati che a prima vista potrebbero apparire sorprendenti, ma che in realtà non sono che la cartina di tornasole della fallimentare esperienza del Partito Democratico tanto su scala nazionale quanto locale. E nemmeno a Trieste –continua il candidato sindaco-, che pure non era direttamente interessata dal voto di ieri, il trend risulta diverso. Tanto è vero che, con l’avvicinarsi del 2016, gli attriti con Sel sono aumentati mentre a Muggia, con 10 mesi di anticipo, si è già fatto avanti un candidato alternativo al Pd. Appare dunque evidente che l’esperienza del cosiddetto “allineamento dei pianeti” a sinistra sia stato ampiamente bocciato dai cittadini, stufi di sentirsi raccontare frottole e desiderosi di voltare pagina. Se il centrodestra a primavera saprà presentarsi con un unico candidato, sono pertanto sicuro che non ce ne sarà per nessuno sia a Trieste che a Muggia: l’intenzione mia personale e della Lega tutta è quella di unire per vincere e, a tal proposito, confermo la mia disponibilità a mettermi in gioco con le consultazioni primarie, a patto che vengano fatte in tempi brevi e senza mettere in disparte i nostri cardini programmatici per il quinquennio 2016-2021.

 
Roberti: «Il sindaco uscente è il vero demagogo: sugli immigrati ha poche idee e ben confuse»

Trieste, 22 gennaio 2015

Il candidato sindaco Pierpaolo Roberti replica con fermezza alle dichiarazioni del sindaco relative alla destinazione dell’ex Sacra Osteria ad alloggio per immigrati. Ognuno studia dalle fonti che ritiene opportune: chi, nel nome del politically correct o della propaganda, usa le parole d’ordine imposte dalla Boldrini di turno e chi, come me, guarda i dati e su questi formula il proprio ragionamento. In primo luogo mi sorprende che il sindaco uscente abbia cambiato radicalmente versione, quando non più tardi di pochi giorni fa parlò apertamente di “allarme immigrazione”; in secondo luogo invece registro che proprio oggi il ministro degli Esteri Gentiloni, a Londra per un vertice anti Isis, ha ammesso i notevoli rischi di infiltrazione di terroristi nei flussi migratori. Ma anche prescindendo da questi che a mio avviso non sono dettagli, mettiamo per un attimo da parte le divergenze di opinioni e soffermiamoci sulle fredde statistiche: sul totale delle domande esaminate a novembre il 51% sono state respinte, mentre il 25% dei richiedenti ha avanzato istanza di protezione umanitaria, una formula generica riconosciuta per le motivazioni più disparate che viene generalmente conferita per un anno. Il dato più interessante è dunque che solo l’8% dei clandestini effettivamente scappa da persecuzioni e guerre ed è da considerarsi rifugiato.

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