Roberti: «Il sindaco uscente è il vero demagogo: sugli immigrati ha poche idee e ben confuse»

Trieste, 22 gennaio 2015

Il candidato sindaco Pierpaolo Roberti replica con fermezza alle dichiarazioni del sindaco relative alla destinazione dell’ex Sacra Osteria ad alloggio per immigrati. Ognuno studia dalle fonti che ritiene opportune: chi, nel nome del politically correct o della propaganda, usa le parole d’ordine imposte dalla Boldrini di turno e chi, come me, guarda i dati e su questi formula il proprio ragionamento. In primo luogo mi sorprende che il sindaco uscente abbia cambiato radicalmente versione, quando non più tardi di pochi giorni fa parlò apertamente di “allarme immigrazione”; in secondo luogo invece registro che proprio oggi il ministro degli Esteri Gentiloni, a Londra per un vertice anti Isis, ha ammesso i notevoli rischi di infiltrazione di terroristi nei flussi migratori. Ma anche prescindendo da questi che a mio avviso non sono dettagli, mettiamo per un attimo da parte le divergenze di opinioni e soffermiamoci sulle fredde statistiche: sul totale delle domande esaminate a novembre il 51% sono state respinte, mentre il 25% dei richiedenti ha avanzato istanza di protezione umanitaria, una formula generica riconosciuta per le motivazioni più disparate che viene generalmente conferita per un anno. Il dato più interessante è dunque che solo l’8% dei clandestini effettivamente scappa da persecuzioni e guerre ed è da considerarsi rifugiato.

Nel complesso i numeri dicono che su oltre 170mila sbarchi sono state presentate appena 60mila richieste di asilo e che la metà di esse è stata bocciata. Se ne deduce pertanto che, al netto anche del 20% che ottiene la protezione sussidiaria, solo 4800 richiedenti asilo sono effettivamente rifugiati. Dati ufficiali del Viminale, che com’è noto non è in mano alla Lega Nord, che fanno a pugni con la propaganda del sindaco uscente. Sarebbe ora che il   primo cittadino la smettesse di raccontare balle ai triestini –conclude Roberti- e che iniziasse a occuparsi dei problemi della gente comune, penso in primo luogo ai disoccupati, alle famiglie e agli anziani.

 
Ultimi articoli: