Roberti: «Coop poltronificio per trombati e bacino di voti per molti partiti. Rosato guardi in casa propria prima di accusare la Lega»

Trieste, 24 ottobre 2014

Il segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti interviene sullo scandalo Coop Trieste e risponde con fermezza alle dichiarazioni di Ettore Rosato. Dai molti articoli e dalle numerose gole profonde che ora, solo ora, si fanno avanti, emerge un quadro sconcertante: le Cooperative Operaie di Trieste erano infatti considerate un’azienda solamente dai piccoli risparmiatori, mentre per molti partiti erano un bacino di voti nonché “poltronificio per trombati”. Quel management definito dalla magistratura “assolutamente inadeguato” era composto da consiglieri comunali, ex o addirittura in carica, con in mano tessere del Pd, dell’ex Pdl, di Rifondazione e così via: poltrone –insiste il segretario leghista- ben retribuite che hanno portato la Coop all’attuale situazione, con 17mila triestini coi risparmi bloccati e l’imminente addio a un marchio centenario. A Rosato, che chiede dove fosse la Lega in questi anni, rispondo sinteticamente dicendogli dove non si trovava: il Carroccio non era immischiato ad esempio in un crack da oltre 100 milioni di euro, in una storia di moltiplicazione delle sedie e in un affare di malagestione in cui si ipotizza il reato di frode fiscale.

Noi dunque non c’eravamo –conclude Roberti- ma se desidera delle informazioni dettagliate basta che si rivolga a uno dei suoi tanti compagni di partito che, fino alla data del commissariamento, sedevano nei vari Cda di Coop Trieste. Mi auguro che tutte queste persone abbiano la decenza di presentarsi alla prossima riunione dei soci in programma al palasport di Chiarbola e che tra esse non manchi il consigliere comunale Pd Curreli, il quale spero non voti i bilanci del Comune con la medesima leggerezza con cui ha approvato i bilanci della gestione Marchetti.

 
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