Roberti: «A cosa si deve il silenzio del Pd sullo scandalo Coop?»

Trieste, 20 ottobre 2014

Il segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti punta l’indice contro le responsabilità della politica nel tracollo delle Cooperative Operaie di Trieste, Istria e Friuli. Premesso che non è compito mio valutare se via siano stati o meno reati, e che toccherà com’è ovvio alla magistratura associare tali responsabilità a dei nomi, non posso non indignarmi per una situazione che sta per ripercuotersi pesantemente su 650 dipendenti e 17mila soci, che rischiano complessivamente di perdere 110milioni di euro. L’istanza di fallimento presentata dalla Procura della Repubblica –continua Roberti- è un campanello d’allarme che suona con l’intensità di un terremoto su una città già alle prese con numerose difficoltà economiche ed occupazionali: possibile che tra il Consiglio di amministrazione e i partiti a cui gli stessi consiglieri rispondevano nessuno fosse al corrente della situazione o abbia avuto il coraggio di esporsi? Una cosa è certa: il Partito Democratico, che vuole far credere ai cittadini di essere cosa terza rispetto alla “vecchia politica”, si è piegato con immenso piacere alle logiche da prima Repubblica che dominavano le Coop, incurante del destino dei lavoratori e dei piccoli risparmiatori che hanno deciso di investire in buona fede in questa realtà.

Un’altra cosa sicura è che la Lega Nord vigilerà con la massima attenzione affinché le posizioni più deboli, quelle dei dipendenti, vengano tutelate e che le centinaia di famiglie in questione non si trovino da un giorno all’altro prive di supporto da parte delle istituzioni. Sorprende però che, a fronte di una situazione scivolosa al punto da rischiare di produrre un vero e proprio effetto domino nella classe dirigente locale, sia stato deciso di nominare commissario delle Coop l’avvocato Consoli, ex assessore della Giunta Cosolini. L’auspicio –conclude Roberti- è che sappia svolgere il suo lavoro libero da condizionamenti e che faccia quanto prima piena luce sulle responsabilità individuali o collettive, senza sconti per nessuno.

 
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