Roberti: «Trascrizione nozze gay: il Pd ha creato un falso mito»

Trieste, 15 ottobre 2014

«”Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un’ombra, diecimila cani ne fanno una realtà.”» Il segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti parte da un proverbio cinese per spiegare la situazione dei matrimoni gay nel Paese e in particolare a Trieste. Ci troviamo di fronte al solito pasticcio del centrosinistra, che per ragioni di carattere puramente ideologico rappresenta la realtà in maniera distorta, tentando di alterare la percezione dell’elettorato sul riconoscimento del matrimonio tra due persone dello stesso sesso contratto all’estero. La verità –insiste Roberti- è che a dispetto della campagna mediatica, dei numerosi talk show e delle forzature sull’istituzione delle unioni civili, la questione non solo non costituisce una priorità per il Paese ma non è nemmeno avvertita, come ci vorrebbe far credere la sinistra, dai diretti interessati. E la riprova sta nel fatto che a Trieste, 15ma città più popolosa su scala nazionale e prima in Regione, nemmeno una coppia omosessuale ha chiesto la suddetta trascrizione. Lasciamo dunque da parte le rappresentazioni –continua il segretario leghista- e torniamo alla dura e triste realtà: se Cosolini, nei primi tre anni di mandato, si fosse interessato ai problemi veri della gente anziché perdersi a inseguire chimere, i triestini non si troverebbero costretti a pagare una Tasi e una Tari tra le più alte del Paese e la città non verserebbe nell’odierno stato di degrado economico e sociale. Invito pertanto il sindaco a occuparsi -conclude Roberti- nel suo ultimo anno e mezzo di mandato che gli rimane, prima di lasciare per volontà popolare il municipio, a farsi carico della crisi economica, della disoccupazione montante, della sicurezza e del decoro urbano e di non sprecare altro tempo dietro a temi che esulano dalle sue competenze e che comunque, come visto, non interessano a nessuno.

 
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