Roberti: «Bilinguismo in Comune? Il sindaco pensi piuttosto al rilancio dell’economia e alla sicurezza dei cittadini»

Trieste, 9 ottobre 2014

Il segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti interviene in merito all’approdo del bilinguismo in Consiglio comunale, sottolineando l’inopportunità dell’iniziativa alla luce della crisi economica e sociale in atto. Trieste –attacca Roberti- sta attraversando un frangente delicatissimo, anzitutto conseguente alla crisi economica che si è abbattuta sulle famiglie e sulle imprese ma anche in ragione dell’emergenza sicurezza frutto dell’invasione di clandestini e del taglio di risorse alle forze dell’ordine. E il Comune cosa fa? Applica un’aliquota tra le più alte del Paese sia per la Tasi che per la Tari, succhiando ulteriore sangue ai cittadini, e impedisce, come nel caso dell’assessore Marchigiani, l’accesso agli atti alle forze di opposizione. In questo sconcertante quadro, anziché dibattere su come risolvere i problemi reali della gente, il Consiglio comunale impegna le proprie sedute per discutere sui parcheggi gratuiti per i consiglieri e sull’ipotesi di attivare un servizio di traduzione simultanea per favorire l’uso dello sloveno in Aula.

Premesso che la Lega Nord è da sempre attenta alla valorizzazione delle specificità territoriali, e tra queste non può naturalmente mancare un’adeguata attenzione alle minoranze etniche e linguistiche storicamente radicate nella provincia di Trieste, la decisione di impegnare soldi pubblici non per una reale tutela degli sloveni ma per permettere ad alcuni politici di giocare con le cuffiette appare assolutamente fuori luogo. Purtroppo –insiste il segretario leghista- questo è l’ennesimo segnale di quanto distante sia l’amministrazione dai problemi dei triestini: basterebbe che Cosolini uscisse dalla torre d’avorio dove si è rinchiuso e scendesse in strada a parlare con la gente per fargli comprendere che i problemi della città sono altri. Grazie al cielo manca appena un anno e mezzo alla fine del mandato del sindaco: sono convinto che i triestini, stufi delle sceneggiate di questo centrosinistra inoperoso e irresponsabile, non vedano l’ora di dargli il benservito e di affidare le redini della città a persone capaci di mettere in atto un piano serio e condiviso di rilancio economico e sociale. Una valida alternativa alla sua ineludibile mancata riconferma –conclude Roberti- sarebbero le dimissioni immediate di Cosolini: un gesto compiuto per amor proprio ma anche per il bene di Trieste.

 
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