Roberti: «Comune disattento sui collaboratori dell’infanzia precari»

Trieste, 14 agosto 2014

«Pessima gestione da parte del Comune di Trieste dell’affaire legato ai collaboratori dell’infanzia privi di un impiego a tempo indeterminato.» Il segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti punta l’indice contro l’amministrazione comunale a seguito dell’emissione del bando che avrebbe dovuto assorbire i dipendenti precari. Dalle notizie in nostro possesso ad esempio –spiega Roberti- su 75 collaboratori dell’infanzia in servizio lo scorso anno, solo 3 sono stati riconfermati. La ragione? Un errore nel bando, previsto per soli titoli e Isee, che imponeva ai candidati 6 mesi di servizio all’attivo senza tuttavia richiedere che questi fossero stati maturati in un arco temporale definito. Accade pertanto –continua il segretario provinciale- che vi siano casi come quelli di una donna con figli e coniuge a carico: questa persona si è vista scavalcata nella graduatoria da altre che, a differenza sua, risultavano disoccupate nel 2013.

Elemento che ha fatto sì che le ore di lavoro maturate diventassero un ostacolo insormontabile per la riconferma. Per risolvere il problema –incalza Roberti- sarebbe infatti bastato che il Comune ponesse come clausola per considerare validi ai fini della partecipazione al concorso i suddetti 6 mesi la loro maturazione nell’arco degli ultimi 3 anni. Peccato però che gli assessori Treu e Grim non siano stati così lungimiranti e che abbiano invece preferito impegnare le loro energie mentali nell’inserimento nel bando medesimo della clausola pro-immigrati. Visti i precedenti, in effetti non vi è nulla di che stupirsi: per un’amministrazione attenta alle esigenze dei propri cittadini –conclude Roberti- non rimane che pazientare ancora un anno e mezzo, fino all’agognato 2016 in cui Cosolini e i suoi uomini toglieranno finalmente il disturbo. Nel frattempo, l’auspicio è che l’amministrazione si faccia aiutare per metterci una pezza e rimediare al pasticcio combinato.

 
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