Fedriga: «Stop all’invasione di immigrati»

Trieste, 06 agosto 2014

«Il Friuli Venezia Giulia e più in generale il nostro Paese non possono continuare a essere punto di accoglienza per immigrati.» Il presidente dei parlamentari della Lega Nord Massimiliano Fedriga interviene a seguito della notizia dell’arrivo alla tendopoli di Palmanova di 31 nuovi profughi africani e critica duramente la politica di accoglienza voluta dai Governi nazionale e regionale. Non solo il Governo italiano è incapace di far valere le proprie ragioni in sede europea in fatto di condivisione nella gestione dei flussi migratori provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, ma addirittura ha deciso di dare vita alla fallimentare operazione “mare nostrum” con la quale siamo noi, a nostre spese ovviamente, ad andare a recuperare i clandestini per portarceli in casa. Un’assurdità –continua il deputato- con ben tre controindicazioni: anzitutto quella economica, con miliardi di euro spesi laddove invece sarebbe molto più utile investirli in favore del rilancio di un’economia sull’orlo del tracollo, a beneficio di imprese e famiglie; in secondo luogo vi è l’aspetto legato alla sicurezza, in quanto detti clandestini vengono smistati non in specifiche strutture sotto il controllo delle forze dell’ordine bensì in realtà urbane che rischiano così di veder minata la loro quiete;

terzo, ma non certo in ordine di rilevanza, il pericolo di importare assieme agli immigrati pandemie quali l’ebola, e i casi sospetti registrati a Lampedusa rappresentano in tal senso un preoccupante campanello d’allarme. Appare inoltre del tutto fuori luogo accogliere queste persone in Friuli Venezia Giulia, terra di confine e pertanto ancor più colpita dalla crisi in ragione della concorrenza di Paesi quali la Slovenia e l’Austria, capaci di attrarre le nostre imprese in virtù di regimi fiscali più vantaggiosi. È dunque ora di finirla –conclude Fedriga-: Alfano e Serracchiani non possono e non devono continuare a giocare al buon samaritano sulla pelle di migliaia di famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e in presenza di tassi di disoccupazione senza precedenti: se la priorità per loro sono i clandestini e non i disoccupati, i giovani in cerca di lavoro, i pensionati ridotti alla fame e le imprese che chiudono o delocalizzano, allora è meglio che si dimettano immediatamente.

 

 
Ultimi articoli: