Fedriga interroga Franceschini sull’operato di Picchione

Trieste, 29 maggio 2014

Il parlamentare della Lega Nord Massimiliano Fedriga ha indirizzato oggi un’interrogazione a risposta scritta al Ministero dei Beni e delle Attività e del Turismo, sollecitando il titolare del dicastero a monitorare l’operato della Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia Maria Giulia Picchione. Non paga dei disastri commessi a Trieste –attacca il deputato- con l’imposizione al Comune di prescrizioni sul piano dehors assolutamente prive di logica e fortemente penalizzanti per gli esercenti, la dottoressa Picchione ha deciso di allargare la propria azione anche ad altre zone a forte richiamo turistico tra le quali Grado. Anche qui –spiega Fedriga- Picchione ha deciso di vietare divani, poltrone, fioriere, pannelli separatori e qualunque altro elemento che possa asseritamente “impedire la leggibilità d’insieme e la godibilità dello spazio urbano vincolato”.

Una vera sciocchezza, l’ennesima, che ha come unico risultato non la valorizzazione del territorio bensì la vessazione dei titolari di pubblici esercizi che, specie in un contesto di perdurante difficoltà economica, si trovano costretti a rivedere gli arredi esterni e a operare ulteriori gravosi investimenti per soddisfare i capricci di palazzo Economo. Tali provvedimenti –insiste il parlamentare- evidenziano un vizio di legittimità dell’atto amministrativo per eccesso di potere, dovuto alla palese contraddizione tra motivi e dispositivo: in sostanza, l’obiettivo perseguito dalla Soprintendenza colpisce con eccessiva durezza imprenditori e commercianti imponendo loro interventi in realtà appena marginalmente rilevanti ai fini del decoro urbano. Per tutte queste ragioni –conclude Fedriga- chiedo al Ministero se non ritenga opportuno predisporre un’immediata attività di controllo sull’operato della Soprintendente Picchione, mettendo in conto l’ipotesi di rimuoverla per manifesta incompatibilità territoriale.

 

 

 

 
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