Roberti: «Cosolini come Picchione: a casa entrambi»

Trieste, 30 aprile 2014

Il segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti interviene sul caso del tendone rimosso in piazza Unità e punta l’indice contro le responsabilità dell’amministrazione comunale. Mentre il sindaco era impegnato nelle sue sceneggiate in Comitato Portuale –spiega Roberti- uscendo dalla sala prima del voto sul bilancio e attaccando la presidente Monassi nonostante abbia portato lo scalo giuliano al primo posto nel traffico merci a livello nazionale, in piazza Unità veniva smontato, per ordine della Soprintendenza, il tendone della Bavisela. Il motivo? Il Comune non aveva ottenuto l’autorizzazione a procedere da palazzo Economo in quanto la richiesta era stata presentata tardi e, anziché sollecitare il benestare, ha deciso di forzare la situazione e di allestire ugualmente la tensostruttura. Non è da ieri che la Lega Nord si è schierata contro il modo di porsi della Soprintendenza, tanto che l’onorevole Fedriga ha addirittura presentato un’interrogazione al ministro Franceschini chiedendo la rimozione dell’architetto Picchione, ma in questo caso le responsabilità fanno tutte capo al Comune, che ha bissato l’analogo episodio occorso in occasione del Carnevale europeo. Fermo restando che per il bene della città e di tutto il Friuli Venezia Giulia l’allontanamento della Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici rimane auspicabile, sarebbe anche opportuno che a fare le valigie ci fosse il sindaco Cosolini, evidentemente incapace di guardare al reale interesse della comunità e proiettato unicamente a muovere ideologicamente guerra all’unico ente, l’Autorità Portuale, non amministrato dal Partito Democratico.

 

 
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