Fedriga: «Sui dehors Marchigiani mente ai cittadini»

Trieste, 28 aprile 2014

Il deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga risponde all’assessore all’Urbanistica del Comune di Trieste sulla questione dehors, rispedendo al mittente tutte le accuse e puntando a sua volta l’indice contro le gravi omissioni della stessa Marchigiani. Spiace constatare lo scarso rispetto che alcuni illustri esponenti della sinistra e in particolare del Partito Democratico continuano a palesare nei confronti di chi si permette di esprimere pareri diversi dalla Giunta comunale: accadde già con gli esercenti che si lamentarono del nuovo regolamento dehors, accusati dalla maggioranza di essere politicizzati, si ripete oggi con la sterile accusa di strumentalizzazione a fini elettorali mossa da Marchigiani alla Lega Nord sul medesimo tema. Il Consiglio comunale ha irresponsabilmente avallato le prescrizioni imposte dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici, piegando la schiena a richieste francamente assurde di palazzo Economo, e non vedo quale sia il nesso tra l’inconfutabilità di questo dato e la mancanza di rappresentanti della Lega in seno consiliare.

La verità –affonda Fedriga- è che Marchigiani e Cosolini stanno facendo il gioco delle tre carte, “vendendo” deroghe che in realtà non sono affatto previste. Gli esercenti –spiega il deputato- sono tenuti a presentare la richiesta di autorizzazione entro il 30 aprile e la Soprintendenza ha 120 giorni per fornire il proprio parere che è naturalmente vincolante: ciò significa che chi sforerà i rigidi parametri del vigente regolamento sarà costretto, alla risposta di palazzo Economo, a rimuovere con decorrenza immediata tutti gli arredi non conformi a esso. Tradotto in parole semplici: nel momento in cui la Soprintendenza si esprimerà sui progetti degli esercenti, questi dovranno togliere seduta stante pedane, fioriere, divanetti e qualsivoglia altro arredo esterno non a norma al fine di non incorrere in sanzioni. Se il Comune dichiara altro, o bene mente sapendo di mentire oppure istiga i commercianti a commettere abusi: qualunque delle due ipotesi sia vera, appare evidente che la Giunta Cosolini non abbia operato nell’interesse della città. Si otterrà dunque che in piena estate offriremo ai turisti lo spettacolo di una città che vive all’insegna della provvisorietà, con locali costretti a rimuovere parte degli arredi e a effettuare nuovi gravosi investimenti per riempire i buchi lasciati sul suolo dato loro in concessione e non rimetterci ulteriori soldi. L’ennesimo esempio pratico –conclude Fedriga- della Trieste di oggi, che Cosolini voleva far tornare grande ma che invece si sta declassando, a causa della maggioranza che la amministra, a triste e desolato borgo privo di prospettive.

 

 
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