Fedriga: «Comune: con Ici vuole strangolare le imprese portuali ed eliminare di fatto la zona franca»

Trieste, 15 aprile 2014

«La richiesta di versamento dell’ex Ici alle imprese attive nel porto di Trieste rappresenta un eloquente esempio di quanto il Comune sappia solo tartassare le imprese anziché favorire la loro crescita e la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro. Il deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga si oppone con fermezza alla nuova carica di palazzo Cheba contro gli operatori portuali che non hanno pagato l’imposta per i magazzini. La complessità dell’aspetto giuridico della vicenda non impedisce tuttavia di vederci estremamente chiaro sotto il profilo politico: trovo assolutamente sbagliato che la Giunta Dipiazza prima e quella guidata dal centrosinistra oggi abbiano deciso di battere cassa spremendo alcune tra le poche realtà che investono sul nostro territorio, creando così ricchezza e occupazione. In un momento di forte crisi economica e con i tassi di disoccupazione alle stelle –incalza il parlamentare- il Comune, anziché lavorare per ridurre la pressione fiscale alle aziende e incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro, decide di spendere oltre 100mila euro per pagare un avvocato al fine di chiedere ulteriori sacrifici alle realtà che, grazie allo stanziamento di ingenti risorse e all’impegno dell’Autorità Portuale, hanno permesso allo scalo giuliano di affermarsi nel 2013 quale primo porto italiano per volume di merci transitate.

Rimango inoltre dell’opinione –continua il deputato- che nessuna tassa sia dovuta a enti del territorio nazionale da parte di chi opera all’interno di una zona franca: non vorrei che la richiesta del Comune fosse il primo passo verso l’eliminazione dei privilegi ereditati dall’Impero e confermati da un trattato internazionale. Un’amministrazione responsabile –conclude Fedriga- dovrebbe pertanto preoccuparsi del benessere dei cittadini e delle aziende, rifuggendo la tentazione di fare facilmente cassa spremendo gli uni e le altre e mettendo invece mano agli sprechi di denaro pubblico quali le consulenze esterne, di cui la Giunta Cosolini è maestra, e lo stanziamento di fondi per gli immigrati.

 
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