Lega Nord Trieste: «No all’immigrazione incontrollata, sì alla sicurezza del nostro territorio»

Trieste, 12 aprile 2014

Stop all’immigrazione selvaggia conseguente alla “politica delle porte aperte” fortemente voluta dal centrosinistra, che mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini e rappresenta inoltre una fonte di spreco di denaro pubblico. Questi gli argomenti principali sviluppati durante l’odierna conferenza stampa dal deputato Massimiliano Fedriga e dal segretario provinciale del Carroccio triestino Pierpaolo Roberti: un’occasione per fare il punto sul delicato tema della sicurezza a un mese esatto dalla mancata strage e dal suicidio di Mohammad Gul. Nel 2013 sono sbarcati sulle nostre coste 42mila clandestini, un dato tre volte superiore a quello dell’anno precedente, e cosa fa il centrosinistra? Depenalizza il reato di immigrazione clandestina, si impegna a chiudere i Cie e i Cara, smantella 261 presidi territoriali della Polizia di Stato e garantisce libero accesso a stranieri di cui solo il 10% vengono riconosciuti quali rifugiati politici.

Un paradosso –ha sottolineato Fedriga- che ha raggiunto il suo culmine ieri, quando il prefetto di Pordenone ha deciso di alloggiare 50 profughi in un albergo a 4 stelle, alla faccia di tutti i nostri corregionali che faticano ad arrivare alla fine del mese, delle aziende che falliscono e del numero crescente di suicidi determinati dalla grave crisi che stiamo attraversando. Sarebbe opportuno –ha concluso il deputato- che il Ministero dell’Interno rendesse pubblici i dati di quanto questa politica lassista costi ai contribuenti e che, preso atto del totale fallimento sul fronte della sicurezza, il ministro Alfano rassegnasse immediatamente le proprie dimissioni. La sinistra –ha poi ripreso Roberti- nei fatti si occupa più dei delinquenti che delle persone oneste, utilizzando i soldi di queste ultime per pagare il sostentamento di chi ha commesso reati anziché spenderli in opere pubbliche e servizi da destinare a chi, con il proprio lavoro e le proprie tasse, mantiene in vita il Paese. È trascorso appena un mese da quel 12 marzo, giorno in cui Mohammad Gul ha aggredito un poliziotto rubandogli l’arma di ordinanza, è uscito in strada cercando di fare fuoco su due agenti e sui passanti e poi si è tolto la vita: un episodio drammatico, ma che dà la misura di quanto anche Trieste, che pure fino a pochi anni fa era una realtà abbastanza tranquilla, sia diventata teatro di scene da far west. Eppure da allora –ha continuato il segretario provinciale- la sinistra è stata esclusivamente capace di deporre un mazzo di fiori sul luogo del suicidio, volendo far passare per eroe un clandestino che solo per un miracolo non ha compiuto una strage. Desidero pertanto ringraziare di cuore le forze dell’ordine –ha concluso Roberti- che, pur caricate di un surplus di lavoro derivante dalla già citata “politica delle porte aperte” promossa a vari livelli dal Pd e dai suoi alleati, stanno lavorando egregiamente per garantire la sicurezza del nostro territorio e della nostra gente.

 
Ultimi articoli: