Fedriga: «L’Italia ha tradito gli esuli»

Trieste, 8 aprile 2014

«È una vergogna che lo Stato italiano abbia deciso di lavarsi definitivamente le mani dell’esodo giuliano-dalmata.» Duro il commento del deputato Massimiliano Fedriga alla pronunciazione della Corte di Cassazione, secondo cui nulla più sarebbe dovuto da parte dell’Italia agli esuli istriani, fiumani e dalmati. Reputo la sentenza assolutamente ingiusta: le 350mila persone che si sono viste confiscare i propri beni e che sono state indotte ad abbandonare le loro terre al termine del secondo conflitto mondiale meritavano ben altro trattamento da parte dello Stato italiano, che invece ha deciso di prenderle a pesci in faccia. Già solo il fatto che il nostro Paese abbia versato, in ragione della nazionalizzazione dei beni in oggetto, meno danni di guerra dovrebbe costituire una motivazione sufficientemente valida in favore e non contro il risarcimento. Gli italiani che sono stati strappati dalle loro terre d’origine meritano più rispetto e certamente non possono pagare di tasca loro gli esiti nefasti di un conflitto. L’auspicio è che una sentenza così assurda e offensiva venga sovvertita dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e che l’equo e definitivo indennizzo venga così finalmente garantito alle vittime dell’esodo giuliano-dalmata. L’Italia deve smetterla di comportarsi da matrigna nei confronti di chi ha perso le proprie terre, i propri beni e i propri affetti e in tal senso la politica può e deve fare di più –conclude Fedriga- ricompattandosi di fronte a simili drammi e impegnandosi a fornire risposte concrete in tempi brevi.

 
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