Fedriga: «Comune: con Ici vuole strangolare le imprese portuali ed eliminare di fatto la zona franca»

Trieste, 15 aprile 2014

«La richiesta di versamento dell’ex Ici alle imprese attive nel porto di Trieste rappresenta un eloquente esempio di quanto il Comune sappia solo tartassare le imprese anziché favorire la loro crescita e la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro. Il deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga si oppone con fermezza alla nuova carica di palazzo Cheba contro gli operatori portuali che non hanno pagato l’imposta per i magazzini. La complessità dell’aspetto giuridico della vicenda non impedisce tuttavia di vederci estremamente chiaro sotto il profilo politico: trovo assolutamente sbagliato che la Giunta Dipiazza prima e quella guidata dal centrosinistra oggi abbiano deciso di battere cassa spremendo alcune tra le poche realtà che investono sul nostro territorio, creando così ricchezza e occupazione. In un momento di forte crisi economica e con i tassi di disoccupazione alle stelle –incalza il parlamentare- il Comune, anziché lavorare per ridurre la pressione fiscale alle aziende e incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro, decide di spendere oltre 100mila euro per pagare un avvocato al fine di chiedere ulteriori sacrifici alle realtà che, grazie allo stanziamento di ingenti risorse e all’impegno dell’Autorità Portuale, hanno permesso allo scalo giuliano di affermarsi nel 2013 quale primo porto italiano per volume di merci transitate.

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Roberti: «Primarie per un centrodestra unito nel 2016»

Trieste, 14 aprile 2014

«Ricompattare il centrodestra al fine di liberare Trieste dall’inefficienza della Giunta Cosolini.» Un obiettivo che, agli occhi del segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti, ricopre un ruolo fondamentale, paragonabile alle imminenti consultazioni europee. La battaglia del 25 maggio porrà sostanzialmente a confronto due fazioni: i sostenitori della moneta unica e i suoi oppositori, tra cui figura ovviamente in prima fila la Lega Nord. Ma la scadenza del mese prossimo non deve farci perdere di vista la battaglia che si combatterà a primavera 2016 –ammonisce il segretario del Carroccio- quando gli elettori saranno chiamati a eleggere il nuovo sindaco: un appuntamento al quale il centrodestra deve fare di tutto per presentarsi unito e liberare Trieste da un’amministrazione incapace di rispondere alle esigenze dei cittadini e assolutamente inerte sotto il profilo progettuale.

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Fedriga: «L’Italia ha tradito gli esuli»

Trieste, 8 aprile 2014

«È una vergogna che lo Stato italiano abbia deciso di lavarsi definitivamente le mani dell’esodo giuliano-dalmata.» Duro il commento del deputato Massimiliano Fedriga alla pronunciazione della Corte di Cassazione, secondo cui nulla più sarebbe dovuto da parte dell’Italia agli esuli istriani, fiumani e dalmati. Reputo la sentenza assolutamente ingiusta: le 350mila persone che si sono viste confiscare i propri beni e che sono state indotte ad abbandonare le loro terre al termine del secondo conflitto mondiale meritavano ben altro trattamento da parte dello Stato italiano, che invece ha deciso di prenderle a pesci in faccia. Già solo il fatto che il nostro Paese abbia versato, in ragione della nazionalizzazione dei beni in oggetto, meno danni di guerra dovrebbe costituire una motivazione sufficientemente valida in favore e non contro il risarcimento. Gli italiani che sono stati strappati dalle loro terre d’origine meritano più rispetto e certamente non possono pagare di tasca loro gli esiti nefasti di un conflitto. L’auspicio è che una sentenza così assurda e offensiva venga sovvertita dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e che l’equo e definitivo indennizzo venga così finalmente garantito alle vittime dell’esodo giuliano-dalmata. L’Italia deve smetterla di comportarsi da matrigna nei confronti di chi ha perso le proprie terre, i propri beni e i propri affetti e in tal senso la politica può e deve fare di più –conclude Fedriga- ricompattandosi di fronte a simili drammi e impegnandosi a fornire risposte concrete in tempi brevi.

 
Roberti: «Regione lontana dalle reali esigenze dei cittadini»

Trieste, 26 marzo 2014

«La Giunta Serracchiani si distingue per favorire le piccole nicchie di potere e per penalizzare la maggioranza dei cittadini del Friuli Venezia Giulia.» Il segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti critica duramente la decisione della Regione di assegnare il contributo prima casa a una coppia omosessuale di Pordenone. Una classe politica –esordisce Roberti- deve essere giudicata per ciò che fa e, in tal senso, la svolta impressa da Debora Serracchiani risulta chiarissima: sempre meno tutela per le famiglie e per le fasce più deboli della popolazione a fronte di una crescente e quasi spasmodica attenzione nei confronti delle piccole nicchie di potere. All’indomani del taglio di 50 milioni di euro alla sanità giuliana nel contesto della riforma voluta dal centrosinistra e dell’abolizione dei bonus bebè, misure dettate da un’asserita mancanza di fondi, scopriamo che alla fine i soldi ci sono, ma che vengono utilizzati non più per potenziare i servizi a beneficio dei malati né per aiutare le famiglie in difficoltà e con figli a carico, bensì per cofinanziare l’acquisto di immobili da parte delle coppie omosessuali. Un’azione –continua Roberti- la cui ratio non è affatto chiara: qual è il discrimine per concedere o meno agevolazioni? Come mai due amici che volessero fare richiesta di un alloggio Ater non ne avrebbero diritto, mentre a due persone che hanno rapporti sessuali tale privilegio viene garantito? La sensazione –conclude l’esponente leghista- è che Serracchiani stia facendo di tutto per abbattere uno dei pilastri della nostra società quale appunto la famiglia intesa come unione naturale tra un uomo e una donna, in favore di coppie omosessuali che, pur ovviamente liberissime di esprimere i loro sentimenti come meglio credono, non dovrebbero avere accesso automatico agli aiuti pubblici.

 
Lega Nord Trieste: «No all’immigrazione incontrollata, sì alla sicurezza del nostro territorio»

Trieste, 12 aprile 2014

Stop all’immigrazione selvaggia conseguente alla “politica delle porte aperte” fortemente voluta dal centrosinistra, che mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini e rappresenta inoltre una fonte di spreco di denaro pubblico. Questi gli argomenti principali sviluppati durante l’odierna conferenza stampa dal deputato Massimiliano Fedriga e dal segretario provinciale del Carroccio triestino Pierpaolo Roberti: un’occasione per fare il punto sul delicato tema della sicurezza a un mese esatto dalla mancata strage e dal suicidio di Mohammad Gul. Nel 2013 sono sbarcati sulle nostre coste 42mila clandestini, un dato tre volte superiore a quello dell’anno precedente, e cosa fa il centrosinistra? Depenalizza il reato di immigrazione clandestina, si impegna a chiudere i Cie e i Cara, smantella 261 presidi territoriali della Polizia di Stato e garantisce libero accesso a stranieri di cui solo il 10% vengono riconosciuti quali rifugiati politici.

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Fedriga: «No all’aumento Tasi sulle seconde case»

Trieste, 8 aprile 2014

Critico il deputato Massimiliano Fedriga sulla decisione del sindaco Cosolini di aumentare l’aliquota della Tasi, così è stata ribattezzata l’Imu, per le seconde case. Una scelta –spiega il parlamentare- che va a colpire in minima parte i grandi proprietari ma che si abbatte invece con ferocia su chi ha ereditato un secondo immobile dai genitori o possiede magari due monolocali, che porterà in dote quale unico risultato il crollo del mercato degli affitti: i locatori infatti, per far fronte a nuove spese, incrementeranno i canoni e a rimetterci saranno ovviamente gli affittuari, ovvero chi non si può permettere di acquistare una casa. Tuttavia, in ragione del disposto della norma Monti sulla tassa sugli immobili votata dal Partito Democratico di cui è espressione il sindaco, le persone penalizzate saranno anche quelle proprietarie di un’unica casa ma residenti, per motivi di lavoro o di salute, in un altro alloggio: un incremento smodato delle tasse colpirà dunque non solo chi possiede due piccole proprietà ma anche l’anziano ricoverato in casa di riposo o il lavoratore impegnato in pianta stabile fuori città. Capisco che la sinistra abbia nel proprio Dna il desiderio di punire i ricchi, ma per l’ennesima volta l’imperizia del sindaco e della sua maggioranza finirà col mettere un cappio al collo esclusivamente alle fasce di popolazione più deboli: incrementi –conclude Fedriga- che non sono nemmeno giustificati da un aumento né da un miglioramento dei servizi erogati dal Comune e che risultano pertanto a maggior ragione del tutto fuori luogo.

 
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