Roberti: «Una via per Maria Teresa d’Austria»

Trieste, 15 maggio 2014

«Il Comune si impegni a intitolare una via alla memoria di Maria Teresa d’Austria.» Il segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti, in occasione dell’anniversario della nascita dell’imperatrice, avanza la proposta di dare il giusto riconoscimento a una delle figure che hanno maggiormente contribuito alla grandezza di Trieste. Dopo le statue a Sissi, Massimiliano, Carlo VI e Leopoldo I –spiega Roberti- mi sembra giusto che anche la figlia dell’imperatore che istituì il porto franco sia degnamente ricordata per l’estensione delle franchigie a tutta la città e per le numerose azioni volte a fare di Trieste una realtà urbanisticamente moderna ed economicamente florida. Oltre a trattarsi di un gesto doveroso per onorare uno dei periodi più fiorenti della nostra storia –continua il segretario leghista- sarebbe anche un modo intelligente per incrementare quel misero dato che vuole il numero di vie triestine intitolate a personaggi femminili fermo appena al 5%. Quale soluzione migliore dunque –insiste Roberti- di dedicare alla memoria di Maria Teresa d’Austria l’odierna via Roma, restituendo piena dignità a chi ci rese grandi ed eliminando al contempo la targa che ingiustamente omaggia una città che ha segnato, con le sue scelte politiche, il lento ma inesorabile declino di Trieste? A tal proposito –conclude Roberti- auspicando che il sindaco e la sua maggioranza si dimostrino sensibili al tema sollevato, la Lega Nord ha già depositato una mozione in tutte le circoscrizioni nella quale conta rappresentanti.

 

 

 
Roberti: «Cosolini come Picchione: a casa entrambi»

Trieste, 30 aprile 2014

Il segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti interviene sul caso del tendone rimosso in piazza Unità e punta l’indice contro le responsabilità dell’amministrazione comunale. Mentre il sindaco era impegnato nelle sue sceneggiate in Comitato Portuale –spiega Roberti- uscendo dalla sala prima del voto sul bilancio e attaccando la presidente Monassi nonostante abbia portato lo scalo giuliano al primo posto nel traffico merci a livello nazionale, in piazza Unità veniva smontato, per ordine della Soprintendenza, il tendone della Bavisela. Il motivo? Il Comune non aveva ottenuto l’autorizzazione a procedere da palazzo Economo in quanto la richiesta era stata presentata tardi e, anziché sollecitare il benestare, ha deciso di forzare la situazione e di allestire ugualmente la tensostruttura. Non è da ieri che la Lega Nord si è schierata contro il modo di porsi della Soprintendenza, tanto che l’onorevole Fedriga ha addirittura presentato un’interrogazione al ministro Franceschini chiedendo la rimozione dell’architetto Picchione, ma in questo caso le responsabilità fanno tutte capo al Comune, che ha bissato l’analogo episodio occorso in occasione del Carnevale europeo. Fermo restando che per il bene della città e di tutto il Friuli Venezia Giulia l’allontanamento della Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici rimane auspicabile, sarebbe anche opportuno che a fare le valigie ci fosse il sindaco Cosolini, evidentemente incapace di guardare al reale interesse della comunità e proiettato unicamente a muovere ideologicamente guerra all’unico ente, l’Autorità Portuale, non amministrato dal Partito Democratico.

 

 
Fedriga interroga il ministro Franceschini sul regolamento dehors

Trieste, 23 aprile 2014

«Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo intervenga direttamente sulla questione relativa al regolamento dehors, che rischia di arrecare notevoli danni economici a centinaia di esercizi commerciali.» Il deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga passa all’attacco sul tema degli arredi esterni che i locali pubblici dovranno adottare a partire dal 1 maggio prossimo e chiama direttamente in causa, a mezzo di un’interrogazione a risposta scritta, il ministro Franceschini. Si tratta –scrive il parlamentare- di un piano restrittivo, illogico e penalizzante che la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia ha calato, con l’irresponsabile avallo del Consiglio comunale di Trieste, sulla testa di circa 440 esercenti che, a partire dal mese entrante, saranno costretti a rimuovere parte degli arredi e a farsi carico di nuovi investimenti per l’esterno dei locali al fine di non incorrere in pesanti sanzioni.

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Fedriga: «No a nuovi immigrati in Friuli Venezia Giulia»

Trieste, 15 aprile 2014

«La Regione si opponga all’arrivo di altri stranieri in Friuli Venezia Giulia.» Nuovo appello del deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga a Debora Serracchiani sul delicato tema dell’immigrazione. La presidente –attacca il parlamentare- pensi anzitutto alla tutela della sicurezza dei nostri corregionali, mettendo dunque da parte la sua battaglia a favore della chiusura del Cie e del Cara di Gradisca d’Isonzo e opponendosi invece con fermezza all’arrivo di nuovi irregolari sul territorio. Reputo vergognoso e immorale che i cittadini del Friuli Venezia Giulia rimasti senza lavoro né speranze per il futuro siano abbandonati a loro stessi, mentre i clandestini vengono alloggiati, come nel recentissimo caso di Pordenone, in alberghi a 4 stelle. È ora di finirla con i buonismi e il lassismo a cui ci hanno abituati alcuni partiti: c’è chi, come il Partito Democratico, il M5S e il ministro del Nuovo Centrodestra Alfano, vuol fare arrivare centinaia di migliaia di irregolari sul suolo nazionale attraverso l’abolizione del reato di immigrazione clandestina e chi, come la Lega Nord, si batte per dare priorità alla nostra gente. Basta politiche delle porte aperte, basta spendere i soldi dei nostri contribuenti per aiutare gli ultimi arrivati, basta mettere a repentaglio la sicurezza in Friuli Venezia Giulia. L’unica risposta seria è il ripristino del principio di giustizia sociale: chiudere i rubinetti a chi non ha fatto nulla per garantire lo sviluppo e il benessere della comunità e distribuire invece le risorse ai corregionali, cioè a chi ha lavorato e versato i contributi e ora, a causa della perdurante crisi economica, si trova ad attraversare un momento di difficoltà.

 
Fedriga: «Sui dehors Marchigiani mente ai cittadini»

Trieste, 28 aprile 2014

Il deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga risponde all’assessore all’Urbanistica del Comune di Trieste sulla questione dehors, rispedendo al mittente tutte le accuse e puntando a sua volta l’indice contro le gravi omissioni della stessa Marchigiani. Spiace constatare lo scarso rispetto che alcuni illustri esponenti della sinistra e in particolare del Partito Democratico continuano a palesare nei confronti di chi si permette di esprimere pareri diversi dalla Giunta comunale: accadde già con gli esercenti che si lamentarono del nuovo regolamento dehors, accusati dalla maggioranza di essere politicizzati, si ripete oggi con la sterile accusa di strumentalizzazione a fini elettorali mossa da Marchigiani alla Lega Nord sul medesimo tema. Il Consiglio comunale ha irresponsabilmente avallato le prescrizioni imposte dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici, piegando la schiena a richieste francamente assurde di palazzo Economo, e non vedo quale sia il nesso tra l’inconfutabilità di questo dato e la mancanza di rappresentanti della Lega in seno consiliare.

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Fedriga: «La riforma sanitaria penalizza Trieste»

Trieste, 22 aprile 2014

Dura critica del deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga alla riforma della sanità regionale voluta dalla Giunta Serracchiani. Si tratta –spiega il parlamentare- di una manovra che, in ragione dell’abolizione dell’area vasta giuliano-isontina, finirà col penalizzare oltremodo Trieste e le sue eccellenze in campo sanitario, lasciando un enorme punto interrogativo sul futuro di servizi oggi erogati sul territorio e che domani potrebbero invece fare capo esclusivamente ad altre aziende uniche del Friuli Venezia Giulia. Se il nuovo corso della coppia Renzi-Serracchiani si basa, come si evince dai fatti, sulla soppressione delle realtà virtuose del Nord, tra cui figura naturalmente la sanità triestina, temo che i risultati non saranno molto difformi dai disastri degli esecutivi precedenti sostenuti dal Partito Democratico. Serracchiani in particolare da un lato si fa promotrice di riforme assurde, palesando tutta la sua distanza dai problemi e dalle esigenze del Friuli Venezia Giulia, e dall’altro invece spende, assieme ai suoi colleghi di Giunta, 78mila euro in meno di un anno per viaggi e missioni: un’incongruenza, quella di imporre tagli ai servizi vitali per i cittadini senza porre freno alle uscite dell’esecutivo, assolutamente incomprensibile e inaccettabile. Serracchiani, anziché depredarci, lasci i soldi di Trieste sul territorio: sono certo che così facendo –conclude Fedriga- la sanità potremo pagarcela da soli e avanzeranno pure risorse da destinare ad altri interventi in favore della nostra gente.

 
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