Fedriga e Roberti: «Il Comune chiarisca il ruolo di Giordano e faccia luce sul suo operato»

Trieste, 05 giugno 2014

Il segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti e il deputato Massimiliano Fedriga tornano a parlare della fusione Acegas-Hera e rilanciano, nel contesto dell’istruzione di un’apposita Commissione d’inchiesta, sulla necessità di fare chiarezza sull’operato di Francesco Giordano, ex presidente del Collegio sindacale della multiutility recentemente arrestato a seguito delle indagini sugli appalti per il Mose di Venezia. Francesco Giordano –ricordano i due esponenti del Carroccio- non ha tuttavia ricoperto esclusivamente il ruolo di sindaco di Acegas ma, secondo fonti stampa, è stato anche consulente del Comune di Padova nell’operazione che ha condotto alla fusione della multiutility giuliano-patavina con l’emiliana Hera. Sarebbe fondamentale che il sindaco di Trieste, qualora la notizia fosse confermata, rendesse immediatamente pubblici i risultati di questa collaborazione, sottolineando se esse siano servite anche al Comune di Trieste per orientare le scelte in materia di cessione dell’ex municipalizzata. Alla luce di questi nuovi elementi –concludono Fedriga e Roberti- insistiamo sulla necessità che il Comune istruisca quanto prima una Commissione d’inchiesta sulla fusione Acegas-Hera al fine di far luce su qualunque aspetto poco chiaro legato all’operazione.

 

 

 
Fedriga e Roberti: «Il Comune faccia chiarezza sulla fusione Acegas-Hera»

Trieste, 04 giugno 2014

«Il Comune di Trieste istruisca una Commissione d’inchiesta che, alla luce degli arresti per il Mose, fughi ogni dubbio su eventuali illiceità relative alla fusione Acegas-Hera.» Il segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti e il deputato Massimiliano Fedriga intervengono sull’acquisizione delle quote Acegas da parte di Hera e chiedono al sindaco di fare chiarezza sui dettagli della manovra. Sin da buon principio –spiegano i due esponenti del Carroccio- abbiamo denunciato che la fusione Acegas-Hera altro non era se non una precisa operazione politica del Partito Democratico per spostare il centro decisionale della multiutility lontano da Trieste, in aree dove il Pd conserva una solida maggioranza senza che esso corra il rischio di perdere il controllo delle società acquisite. L’addensarsi di nubi scure sul Pd a seguito degli arresti eccellenti per il caso-Mose induce a guardare con sospetto anche la citata operazione Acegas-Hera. A finire in cella infatti, oltre al sindaco di Venezia Orsoni, vi è tale Francesco Giordano: un nome ai più sconosciuto ma ricorrente negli atti della multiutility avendone ricoperto per anni, compresi quelli della fusione, il ruolo di presidente del Collegio sindacale. Per questi motivi –concludono Fedriga e Roberti- chiediamo con forza al sindaco Cosolini di istruire una Commissione deputata a valutare con attenzione tutti gli atti relativi alla fusione Acegas-Hera, al fine di far emergere eventuali operazioni poco trasparenti o peggio illegali e di risparmiare alla città di Trieste il danno d’immagine che deriverebbe da una mai auspicata ondata di arresti.

 

 

 
Fedriga interroga Franceschini sull’operato di Picchione

Trieste, 29 maggio 2014

Il parlamentare della Lega Nord Massimiliano Fedriga ha indirizzato oggi un’interrogazione a risposta scritta al Ministero dei Beni e delle Attività e del Turismo, sollecitando il titolare del dicastero a monitorare l’operato della Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia Maria Giulia Picchione. Non paga dei disastri commessi a Trieste –attacca il deputato- con l’imposizione al Comune di prescrizioni sul piano dehors assolutamente prive di logica e fortemente penalizzanti per gli esercenti, la dottoressa Picchione ha deciso di allargare la propria azione anche ad altre zone a forte richiamo turistico tra le quali Grado. Anche qui –spiega Fedriga- Picchione ha deciso di vietare divani, poltrone, fioriere, pannelli separatori e qualunque altro elemento che possa asseritamente “impedire la leggibilità d’insieme e la godibilità dello spazio urbano vincolato”.

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Fedriga: «Grave silenzio del Comune sui “rospi smeraldini”»

Trieste, 28 maggio 2014

«Trovo inammissibile che il sindaco Cosolini, dopo aver piegato la schiena davanti alle prescrizioni imposte dalla Soprintendenza sui dehors a danno di moltissimi esercenti, non abbia nemmeno voluto manifestare dissenso rispetto all’iniziativa di adibire una parte del Teatro Romano a luogo di riproduzione per rospi smeraldini. Il parlamentare della Lega Nord Massimiliano Fedriga punta l’indice contro il silenzio dell’amministrazione comunale sulla recente iniziativa promossa dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici in collaborazione con l’associazione Tutori Stagni e Zone Umide del Friuli Venezia Giulia. Installare uno stagno artificiale nel contesto di uno dei beni di maggior pregio presenti a Trieste nonché attrazione turistica di notevole successo risulta una scelta profondamente sbagliata: dispiace che la Soprintendenza ai Beni Archeologici non abbia reputato opportuno salvaguardare i rospi smeraldini, specie protetta dall’Unione Europea, in habitat ugualmente idonei ma diversi dalla costruzione risalente all’epoca augustea e colpisce ancor di più il silenzio di Roberto Cosolini, che non ha ritenuto di sollecitare chi di dovere a trovare soluzioni alternative al fine di tutelare un sito che per anni è stato anche sede di apprezzate iniziative culturali. Un sindaco responsabile, ancorché non direttamente competente sulla materia in oggetto, avrebbe fatto sentire la propria voce per evitare che un bene storico di tale pregio, peraltro sottoposto a restauro in tempi piuttosto recenti, divenisse sede di uno stagno artificiale per rospi smeraldini. Forse –ironizza Fedriga- il primo cittadino è troppo impegnato a prepararsi per l’olimpiade delle clanfe, al punto da non accorgersi di quanto avviene a pochi metri dal Comune: il mio augurio è che il prossimo tuffo lo svegli e gli apra gli occhi, dopo tre anni di inerzia, sui molti problemi irrisolti che interessano la città.

 
Roberti: «Il Comune chiude gli occhi davanti all’illegalità»
Trieste, 04 giugno 2014

«Il buonismo lassista della maggioranza di centrosinistra in Comune agevola la proliferazione dell’illegalità a Trieste.» Nuovo affondo del segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti contro la latitanza di Roberto Cosolini e della sua Giunta in materia di lotta all’immigrazione. Mentre il Partito Democratico a livello nazionale, anziché occuparsi di ridurre il tasso di disoccupazione e rilanciare l’economia, si prodiga per abolire il reato di immigrazione clandestina e per introdurre lo ius soli e in Regione la Giunta Serracchiani abbraccia le posizioni della sinistra più estrema in favore della chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione, Cosolini decide di non impegnare le forze di polizia locale nella lotta ai commercianti abusivi stranieri che stanno proliferando in città. Accade così che a Roiano, proprio nelle immediate vicinanze dell’Agenzia delle Entrate dove quotidianamente si formano lunghe code di cittadini onesti che non sanno dove tirare fuori i soldi per pagare le tasse o peggio vittime di sviste sempre più diffuse da parte della stessa Agenzia, vi siano persone che impunemente allestiscono i loro mercatini di merce contraffatta senza possedere licenze, senza emettere scontrini e, chissà, senza nemmeno un permesso di soggiorno valido.
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Fedriga: «No all’estensione delle modifiche dei ticket sanitari agli stranieri»

Trieste, 28 maggio 2014

Bene tutelare i friulani e giuliani con un reddito basso, male invece applicare le agevolazioni ai cittadini UE ed extra UE: la Regione prenda esempio dalla Germania e utilizzi le risorse a beneficio esclusivo dei suoi residenti, senza regalare denaro agli ultimi arrivati. Il parlamentare della Lega Nord Massimiliano Fedriga rende nota la sua netta contrarietà a una riforma dei ticket sanitari in Friuli Venezia Giulia che non preveda una differenziazione tra residenti e non e cita l’esempio della Germania, che ha recentemente deciso di limitare la concessione di sussidi agli stranieri. Eliminare il ticket da 10 euro per i redditi inferiori ai 12mila euro annui è un principio che mi vede d’accordo: la sensazione è però che la presidente Serracchiani e l’assessore Telesca intendano applicarlo non solo ai cittadini del Friuli Venezia Giulia ma a chiunque desideri accedere al servizio sanitario regionale, aprendo così all’accesso libero e gratuito ai nostri servizi da parte di immigrati comunitari ed extracomunitari e determinando un incremento della spesa sanitaria regionale che andrebbe integralmente a carico della nostra comunità. Sollecito pertanto il Partito Democratico e più in generale il centrosinistra che governa la Regione a riflettere su questi aspetti e a porre delle limitazioni chiare alla riforma dei ticket, lasciando ad esempio invariato il costo per chi non risiede in Friuli Venezia Giulia ed evitando oltretutto alle strutture regionali un sovraccarico di lavoro che –conclude Fedriga- comporterebbe l’allungamento dei tempi di attesa per accedere a esami diagnostici, prestazioni ambulatoriali e operazioni chirurgiche.

 

 

 
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